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L’illusione della libertà di Galimberti: di cosa parla e quando è uscito

Libero arbitrio e società della tecnica: cosa racconta il saggio di Umberto Galimberti.

Galimberti Umberto
Galimberti Umberto
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Di cosa parla L’illusione della libertà di Umberto Galimberti? Il saggio mette in discussione una convinzione che diamo spesso per scontata: decidere fra diverse possibilità significa essere davvero liberi? Il titolo non promette una guida per diventare indipendenti, ma una domanda filosofica sul modo in cui nasce, cambia e viene condizionata la nostra idea di libertà. Il volume è uscito in Italia il 20 ottobre 2026 per Feltrinelli.

Per scegliere se leggerlo, è utile distinguere tre piani: libertà come idea, libertà come esperienza individuale e condizionamenti storici, sociali e tecnologici. È questa la chiave di lettura suggerita dalla presentazione dell’editore; non è il resoconto di una prova diretta del libro, ma un orientamento basato sulle informazioni editoriali ufficiali.

Qual è la domanda centrale del saggio?

Quando diciamo «ho scelto io», di solito guardiamo al momento della decisione. Più raramente ci chiediamo da dove arrivino i desideri, quali alternative ci siano state offerte e quali aspettative abbiano reso una possibilità più attraente di un’altra. Galimberti torna alla distanza fra sentirsi liberi e conoscere davvero le forze che intervengono nelle scelte.

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È una distinzione che riguarda questioni molto concrete: il lavoro che consideriamo desiderabile, i consumi che associamo alla felicità, le immagini di successo che assorbiamo ogni giorno. Non occorre che una scelta sia imposta apertamente perché esistano pressioni: può apparire personale anche quando si muove dentro modelli condivisi. Questo non dimostra automaticamente che tutte le decisioni siano fittizie; indica piuttosto la domanda da cui il libro invita a partire.

Perché il titolo parla di «illusione»?

L’espressione non va letta come uno slogan secondo cui ogni essere umano sarebbe sempre e comunque privo di responsabilità. Il problema filosofico è più sottile: l’idea di libertà ha una storia, e il suo significato non rimane identico attraverso epoche e culture. Il libro, secondo la presentazione Feltrinelli, ripercorre proprio questo movimento e il rapporto fra ciò che pensiamo possibile e le condizioni entro cui viviamo.

Un modo utile per avvicinarsi al tema consiste nel separare almeno due domande: «posso agire senza un ordine esterno?» e «quanto conosco i motivi per cui desidero fare proprio questa cosa?». La risposta alla prima non coincide necessariamente con quella alla seconda. È nello spazio fra autonomia formale e condizionamento che il titolo acquista senso.

Dal pensiero antico alla società della tecnica

La ricostruzione editoriale collega il problema della libertà a concezioni del mondo molto diverse. Nel pensiero greco il rapporto fra persona e ordine del cosmo poneva questioni differenti da quelle che emergeranno nella tradizione cristiana, dove la nozione di libero arbitrio diventa centrale. Non si tratta di due semplici caselle da contrapporre: sono modi diversi di collocare la responsabilità umana dentro un quadro più vasto.

Il percorso arriva poi al presente, quando la tecnica non è soltanto un insieme di strumenti ma un ambiente che orienta tempi, criteri di efficienza, comportamenti e possibilità. La domanda diventa allora attualissima: quanto delle nostre preferenze nasce da un progetto personale e quanto da sistemi che premiano certi risultati? È uno spunto da tenere presente anche per chi non legge abitualmente saggi di filosofia.

Il libro sostiene che il libero arbitrio non esiste?

La formula del titolo suggerisce una posizione critica verso un’idea ingenua della libertà, ma ridurre l’intero saggio a un sì o a un no sarebbe poco accurato. Un conto è discutere il carattere storico e condizionato delle scelte; un altro è attribuire all’autore una dimostrazione definitiva, scientifica o giuridica, dell’inesistenza del libero arbitrio. La scheda ufficiale di Feltrinelli presenta la questione come un’indagine filosofica sull’idea di libertà, non come una ricerca sperimentale che misuri quanta volontà possieda ciascuno.

Per il lettore il punto interessante è proprio questo: interrogarsi sui propri vincoli non equivale a smettere di compiere scelte. Può voler dire, al contrario, esaminare con più attenzione le ragioni che ci portano a chiamare una decisione «nostra».

A chi può interessare L’illusione della libertà?

Può essere una lettura pertinente per chi segue le riflessioni di Galimberti sulla contemporaneità, ma anche per chi cerca un’introduzione al confronto fra libertà, responsabilità e condizionamento sociale. È utile soprattutto se ti attirano domande come «siamo davvero padroni dei nostri desideri?» o «quanto la società della prestazione influenza la nostra identità?».

Chi invece vuole un manuale operativo per cambiare abitudini, un trattato specialistico di neuroscienze o una storia romanzata dovrebbe sapere che la proposta è diversa. È un saggio filosofico: al centro ci sono i concetti e il modo in cui aiutano a interpretare il presente, non una sequenza di esercizi o una trama narrativa.

Quando è uscito, chi lo pubblica e quali edizioni esistono?

Feltrinelli indica 20 ottobre 2026 come data di uscita italiana, marchio Giangiacomo Feltrinelli e collana Idee. La pagina dell’editore presenta almeno la versione cartacea in brossura e quella digitale. Prima dell’acquisto conviene verificare formato ed eventuali variazioni di disponibilità direttamente nella pagina del libro, invece di confondere un aggiornamento di catalogo con un nuovo titolo.

Se conosci già il filosofo attraverso L’etica del viandante, puoi confrontare i due percorsi: quello affronta il problema dell’orientamento etico, mentre L’illusione della libertà parte dalla questione delle condizioni che rendono possibile, o soltanto apparentemente autonoma, una scelta. Nel nostro archivio trovi una scheda su L’etica del viandante; eventuali informazioni commerciali di quella pubblicazione storica non vanno considerate prezzi attuali.

Da quale libro di Galimberti partire?

Se la domanda che ti interessa è quanto siamo liberi di scegliere, il nuovo volume è un punto di ingresso tematico immediato. Se preferisci partire da come orientare la condotta in un mondo che cambia, il confronto con L’etica del viandante può aiutarti a decidere. I due libri non costituiscono una saga e non hanno un ordine obbligatorio: scegli in base al problema filosofico a cui vuoi dedicare attenzione.

La risposta breve è quindi questa: L’illusione della libertà, uscito il 20 ottobre 2026, indaga il significato storico e contemporaneo della libertà e il rapporto fra scelte personali e condizionamenti. Per sapere se fa per te, domandati non soltanto se ti interessa il libero arbitrio, ma se vuoi mettere alla prova il modo in cui definisci ogni giorno una decisione autonoma.

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