Nella prima edizione de Lo Hobbit, pubblicata nel 1937, Gollum era disposto a regalare il suo Anello a Bilbo come premio per aver vinto il gioco degli indovinelli. Non è un finale alternativo inventato dai fan: è la versione originale del capitolo quinto, «Indovinelli nell’oscurità». Nel 1951 J.R.R. Tolkien riscrisse quella scena, trasformando un incontro quasi cortese in un passaggio molto più inquietante. Il motivo era il romanzo che stava costruendo: Il Signore degli Anelli.
La curiosità più sorprendente non è solo che Tolkien abbia cambiato un capitolo già pubblicato. È che trasformò la versione precedente in una bugia raccontata da Bilbo all’interno della stessa storia, facendo convivere la correzione editoriale con la mitologia della Terra di Mezzo.
Il Gollum del 1937 voleva davvero regalare l’Anello
Nel testo originale Bilbo trova l’Anello nel buio, prima di incontrare Gollum, e lo mette in tasca senza sapere che cosa sia. Quando i due iniziano a sfidarsi a indovinelli, Gollum promette un regalo in caso di vittoria dello hobbit. Quel regalo dovrebbe essere proprio l’Anello: per Gollum, in questa versione, è un oggetto magico prezioso, ma ancora diverso dal simbolo di dominio assoluto che conosciamo.
Bilbo vince. Gollum cerca il regalo, scopre di averlo perso e si scusa. Come compensazione, accompagna lo hobbit verso l’uscita. Bilbo capisce di avere già in tasca l’oggetto smarrito, ma non lo rivela. Gollum non tenta di ucciderlo per riprendersi il tesoro nel modo in cui accade nella versione moderna.
La differenza è verificabile confrontando le due stesure del capitolo, documentate anche in The Annotated Hobbit, a cura di Douglas A. Anderson, e in The History of The Hobbit di John D. Rateliff.
Perché Tolkien cambiò la scena nel 1951
Durante la scrittura del seguito, Tolkien aveva trasformato il semplice anello dell’invisibilità nell’Unico Anello, un oggetto capace di corrompere chi lo possiede e centrale nel progetto di Sauron. A quel punto l’atteggiamento originario di Gollum era difficile da conciliare con la sua dipendenza dall’Anello: un Gollum disposto a offrirlo come premio non somigliava più al personaggio che il seguito richiedeva.
Nella seconda edizione del 1951, la posta del gioco cambia: se Bilbo vince, Gollum deve mostrargli la via d’uscita; se perde, sarà divorato. Quando Gollum scopre di non avere più l’Anello, sospetta dello hobbit e vuole recuperarlo. Bilbo, che lo possiede già, riesce a usarlo per diventare invisibile e fuggire. La scena non è soltanto più cupa: cambia la natura morale e narrativa di un personaggio fondamentale.
Nella lettera a Milton Waldman del 1951 conservata dal Tolkien Estate, Tolkien spiega il passaggio dall’anello magico trovato da Bilbo al ruolo dell’Anello nel seguito. La lettera aiuta a capire perché il dettaglio non potesse più restare secondario.
Il colpo di genio: la vecchia versione diventa una bugia di Bilbo
Tolkien non cancellò semplicemente la contraddizione tra le edizioni. Nel prologo del Signore degli Anelli, nella sezione dedicata al ritrovamento dell’Anello, la versione nella quale Gollum avrebbe offerto un regalo è presentata come il racconto iniziale diffuso da Bilbo. La narrazione corretta viene invece collegata alla successiva ammissione dello hobbit.
È un espediente raro: una revisione fatta dall’autore nel mondo reale diventa, dentro la finzione, una prova dell’influenza dell’Anello sul suo possessore. Il testo del 1937 non scompare dalla storia editoriale, ma assume anche un significato narrativo.
Quale versione si legge oggi?
Le edizioni correnti de Lo Hobbit discendono normalmente dalla tradizione testuale revisionata, non dal capitolo pubblicato nel 1937. Chi desidera studiare nel dettaglio il cambiamento può consultare le edizioni annotate e gli studi dedicati alla genesi del romanzo, verificando sempre quale testo è riprodotto.
Per scegliere tra le recenti pubblicazioni italiane, su iCrewPlay Libri trovi il confronto delle edizioni Bompiani 2026 de Lo Hobbit. Se invece vuoi seguire il percorso di Bilbo e Frodo, abbiamo preparato anche la guida a quando leggere Lo Hobbit rispetto al Signore degli Anelli.
Il Tolkien Estate conserva inoltre una registrazione della lettura di «Riddles in the Dark» fatta dallo stesso Tolkien. È un modo per ascoltare Gollum attraverso la voce del suo creatore, senza confondere quella registrazione con una prova della stesura del 1937.
Una piccola riscrittura che cambiò la Terra di Mezzo
La trasformazione di Gollum mostra come un seguito possa cambiare il significato di un libro precedente. Nell’arco di quattordici anni, un premio per un gioco di indovinelli diventò il centro di una mitologia tragica. E Tolkien trovò il modo di far raccontare a Bilbo persino la storia di quella trasformazione.




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