Emily Wilson sta traducendo di nuovo l’Odissea da zero, meno di dieci anni dopo la sua versione del 2017. Non si tratta di una revisione o di qualche correzione marginale: la classicista ha spiegato che sarà una nuova traduzione completa, più lunga e con scelte linguistiche diverse in alcuni passaggi che oggi considera troppo semplificati.
La notizia interessa direttamente anche chi ha riscoperto Omero grazie al film di Christopher Nolan. La versione di Wilson è infatti diventata negli ultimi anni uno dei riferimenti internazionali più discussi per leggere il poema, e il nuovo lavoro nasce da un ripensamento del modo in cui rendere in inglese ritmo, gerarchie sociali e lessico dell’originale greco.

Perché Emily Wilson ritraduce l’Odissea?
Wilson ha chiarito all’Associated Press che la nuova versione è una traduzione integrale realizzata da capo. Il punto non è bocciare il lavoro del 2017, ma riconoscere che nel frattempo il suo approccio a Omero è cambiato.
La prima traduzione seguiva in modo molto rigoroso il numero di versi del testo greco e puntava su un inglese rapido e controllato. Per il nuovo progetto Wilson vuole invece concedersi più spazio, con un numero maggiore di versi e una maggiore libertà nel ritmo. L’obiettivo è rendere meglio le differenze di tono e di registro presenti nel poema.
Cosa cambierà rispetto alla traduzione del 2017?
Uno dei cambiamenti già anticipati riguarda il lessico legato alla schiavitù. Wilson ha riconosciuto di aver usato troppo spesso una sola parola inglese per rendere termini greci differenti, che invece indicano condizioni sociali e rapporti di dipendenza non sempre identici.
La nuova traduzione cercherà quindi di distinguere meglio questi contesti. È un dettaglio importante perché l’Odissea non racconta soltanto mostri, naufragi e ritorni: descrive anche una società rigidamente gerarchica, con differenze precise tra servi, schiavi, membri della casa e persone legate da rapporti di dipendenza.
Wilson ha spiegato inoltre che il nuovo testo dovrebbe essere più lungo della versione precedente. La struttura sarà più vicina al metodo adottato per la sua traduzione dell’Iliade, con maggiore elasticità nella lunghezza dei versi e nel ritmo.
La famosa apertura cambierà?
Probabilmente no. Wilson ha indicato che l’apertura resa celebre dalla sua versione del 2017, costruita attorno all’idea di Ulisse come uomo complesso, potrebbe rimanere. Non è però ancora disponibile il testo definitivo della nuova edizione, quindi ogni confronto riga per riga sarebbe prematuro.
Per chi vuole capire perché il poema continui a generare nuove letture, il nostro approfondimento sull’Odissea di Christopher Nolan e il rapporto con il testo di Omero ricostruisce il legame fra il classico e il recente adattamento cinematografico.
C’entra il film di Christopher Nolan?
Il nuovo progetto di Wilson non nasce semplicemente come reazione al film. La traduttrice aveva già iniziato a ripensare il proprio lavoro e a discutere pubblicamente di una nuova versione. L’uscita del film ha però riportato l’Odissea al centro dell’attenzione e ha reso il confronto ancora più visibile.
Wilson ha criticato duramente alcune scelte dell’adattamento, ma la questione più interessante per i lettori è un’altra: una traduzione non è mai una fotografia definitiva del testo. Cambia con l’esperienza del traduttore, con la ricerca e con le domande che ogni epoca pone a un’opera antica.
Quando uscirà la nuova Odissea di Emily Wilson?
Al momento non è stata annunciata una data di pubblicazione. Wilson ha dichiarato di essere circa a metà del lavoro. Sul suo sito ufficiale resta disponibile la scheda della traduzione del 2017 e delle successive edizioni Norton, ma la nuova versione non ha ancora una data commerciale definitiva.
Nel frattempo il poema continua a generare anche nuove scoperte materiali. A Utrecht è stato recentemente identificato un frammento dell’Odissea datato tra III e IV secolo, un altro esempio di come la storia del testo omerico continui a evolversi fra filologia, traduzione e riscoperta dei manoscritti.
Quale Odissea leggere adesso?
Per un lettore italiano la nuova traduzione di Wilson non sostituisce le edizioni italiane, perché riguarda il mercato anglofono. La sua importanza è soprattutto critica: mostra quanto possa cambiare la lettura di Omero quando si interviene su ritmo, parole e categorie sociali.
Chi possiede già la versione inglese del 2017 non deve quindi considerarla superata. Quando la nuova edizione arriverà, il confronto tra le due potrà diventare esso stesso uno strumento per capire come cambia una traduzione e quali problemi pone un testo antico di quasi tremila anni.