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Dorian Gray fu censurato prima ancora di uscire

Prima dello scandalo pubblico, il romanzo di Oscar Wilde era già stato corretto dagli editori.

de profundis oscar wilde
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Il ritratto di Dorian Gray non fu soltanto attaccato dopo la pubblicazione: venne censurato prima ancora che i lettori potessero leggerlo. Quando Oscar Wilde consegnò il testo a Lippincott’s Monthly Magazine nel 1890, l’editor Joseph Marshall Stoddart intervenne sul dattiloscritto eliminando o attenuando passaggi considerati troppo espliciti. Solo molto più tardi gli studiosi hanno potuto ricostruire quanto fosse diversa la versione che Wilde aveva preparato.

Il retroscena cambia il modo in cui guardiamo al romanzo. Non siamo davanti a un libro diventato scandaloso solo per la reazione del pubblico vittoriano: lo scandalo era già stato previsto, temuto e corretto prima della stampa. Dorian Gray nacque quindi dentro una doppia tensione, tra desiderio artistico e controllo editoriale.

Oscar Wilde, autore del Ritratto di Dorian Gray
Oscar Wilde vide il suo unico romanzo trasformarsi in un caso letterario e morale.

La censura arrivò prima della pubblicazione del 1890

La prima apparizione del romanzo avvenne nel numero di luglio 1890 di Lippincott’s Monthly Magazine. Prima di quella uscita, però, il testo consegnato da Wilde subì tagli e modifiche. La Clark Library della UCLA, che conserva il dattiloscritto, spiega che il documento mostra come Wilde e gli editori di Lippincott intervennero su frasi sessualmente sensibili.

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Il punto più delicato riguardava il rapporto tra Basil Hallward e Dorian. Nella versione originaria, l’ammirazione del pittore per il giovane era più scoperta, più ambigua e meno facile da ricondurre a una semplice fascinazione estetica. Stoddart, secondo la ricostruzione della edizione Harvard University Press curata da Nicholas Frankel, intervenne prima della stampa perché temeva l’effetto di quei passaggi sui lettori della rivista.

Perché Dorian Gray faceva paura agli editori

Il romanzo metteva in scena bellezza, desiderio, influenza morale e vita segreta. Per un lettore contemporaneo questi elementi possono sembrare parte normale del gotico psicologico. Nel contesto vittoriano, invece, bastava poco perché un testo venisse accusato di immoralità, soprattutto se lasciava intravedere desideri non conformi alle regole sociali dell’epoca.

La censura preventiva non cancellò lo scandalo. Anzi, dopo la pubblicazione su rivista, Dorian Gray fu comunque attaccato dalla stampa britannica. La British Library ricorda che, in risposta alle critiche ostili, Wilde modificò ulteriormente il testo per l’edizione in volume del 1891, più lunga ma anche più attenuata in alcuni punti.

Tre Dorian Gray diversi

Quando oggi parliamo del Ritratto di Dorian Gray, non parliamo sempre dello stesso oggetto editoriale. Esistono almeno tre passaggi fondamentali:

  • il dattiloscritto consegnato da Wilde, con passaggi poi eliminati o attenuati;
  • la versione pubblicata da Lippincott’s nel 1890, già toccata dalla censura editoriale;
  • l’edizione in volume del 1891, rielaborata, ampliata a venti capitoli e preceduta dalla celebre prefazione sull’arte.

La versione non censurata è diventata accessibile al grande pubblico solo in tempi recenti, grazie al lavoro di Nicholas Frankel per Harvard University Press. Non significa che le edizioni comuni siano false o inutili: significa che il romanzo ha una storia testuale più complessa di quanto sembri.

La versione del 1891 non è semplicemente più completa

Un errore frequente è pensare che l’edizione del 1891 sia soltanto una versione allungata e quindi definitiva in senso semplice. In realtà Wilde aggiunse capitoli, riorganizzò il libro e inserì una prefazione destinata a rispondere alle accuse morali. Ma una maggiore lunghezza non coincide automaticamente con una maggiore libertà.

Il paradosso è proprio questo: il Dorian Gray più noto, quello dell’edizione in volume, contiene più materiale narrativo, ma arriva dopo un primo scandalo e dopo un lavoro di riformulazione. Il romanzo che Wilde aveva inizialmente consegnato aveva una temperatura diversa, più rischiosa per l’editoria dell’epoca.

Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
Il ritratto di Dorian Gray resta l’unico romanzo di Oscar Wilde.

Che cosa rivela il manoscritto conservato alla Morgan Library

La storia del testo non riguarda soltanto la censura di Lippincott. La Morgan Library & Museum conserva una bozza manoscritta precedente, utile per vedere Wilde al lavoro prima del dattiloscritto destinato alla pubblicazione. Anche lì emergono varianti significative, compreso il modo in cui cambiò la chiusura del romanzo.

Questo dettaglio è importante perché mostra Dorian Gray come un testo in trasformazione continua. Prima c’è il manoscritto, poi il dattiloscritto, poi la rivista, poi il volume. Ogni passaggio sposta qualcosa: una frase, un tono, un’allusione, un equilibrio morale.

Perché questa storia conta ancora oggi

La censura preventiva di Dorian Gray non è solo una curiosità per specialisti. Spiega perché il romanzo abbia sempre avuto un doppio volto: da una parte classico scolastico, dall’altra libro nato da una zona di rischio. La sua fama non dipende soltanto dalla trama del ritratto che invecchia al posto del protagonista, ma anche dalla domanda che il testo poneva alla società vittoriana: che cosa succede quando l’arte mostra desideri che la morale pubblica non vuole nominare?

Nel nostro archivio puoi leggere anche l’approfondimento su Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde e il profilo su Oscar Wilde e le sue opere. Questa Story aggiunge il passaggio che di solito resta fuori: il romanzo non arrivò ai lettori nella forma più libera immaginata all’inizio.

Dorian Gray in breve

  • Autore: Oscar Wilde.
  • Prima pubblicazione: Lippincott’s Monthly Magazine, luglio 1890.
  • Edizione in volume: 1891, Ward, Lock and Co.
  • Retroscena: il testo fu modificato già prima della pubblicazione su rivista.
  • Elemento chiave: i tagli riguardarono soprattutto passaggi moralmente e sessualmente sensibili.
  • Versione non censurata: ricostruita modernamente a partire dal dattiloscritto conservato alla UCLA.

Il vero colpo di scena editoriale di Dorian Gray è che il romanzo fu giudicato pericoloso ancora prima di diventare pubblico. Il ritratto che si corrompeva in segreto aveva già avuto, nella realtà, un doppio nascosto: il testo che Wilde aveva scritto e quello che gli editori permisero ai lettori di vedere.

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