Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Guida ai generi letterari

Alla scoperta dei generi letterari… #28: Il genere distopico in “Amatka” di Karin Tidbeck

La rivoluzione di Amatka
La rivoluzione di Amatka
Tempo di lettura2 minuti
Commenta

La distopia (utopia in negativo) nasce come filone della letteratura fantascientifica, con l’obiettivo di prevedere un futuro disastroso e trovare soluzioni a indesiderabili situazioni che potrebbero presentarsi realmente.

Le distopie possono riguardare il potere totalitario politico, religioso, tecnologico ecc. di un’autorità sulla società, o catastrofi che si abbattono sulla società civile. Così il genere distopico.

Oggi la distopia in letteratura sta assumendo sempre più la forma del grido di aiuto, un modo per esprimere il proprio dissenso nei confronti di fenomeni come le discriminazioni sociali, l’imposizione di un pensiero, che non sono accettabili, allo scopo di teorizzare una possibile soluzione.

Tra i romanzi appartenenti al filone distopico “totalitario” cito tra i più famosi:”Fahrenheit 451” di Ray Bradbury; ”1984” di George Orwell  e “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley.

Pubblicità

Nel filone “post apocalittico”: “I trasfigurati” di John Wyndham, “L’ombra dello scorpione” di Stephen King, “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, “Cecità” di José Saramago.

Nella corrente attuale possiamo inserire ”Amatka” di Karin Tidbeck, ambientato in un mondo in cui la maggior parte degli oggetti devono essere continuamente denominati e contrassegnati per evitare che si dissolvano, pena la scomparsa delle ultime colonie rimaste.

La distopia in questo caso è quella di un mondo dove il linguaggio (le regole) genera (o distrugge) e determina il limite tra vivere e sopravvivere. Esprimere le proprie idee e dargli seguito è pericoloso. Ma cosa succede se qualcuno decide di non applicare più le regole? È giusto che la necessità di pochi “minacci” la sicurezza di tutti gli altri?

Ma è anche nel personaggio principale Vanja, una donna rassegnata all’infelicità un’anti eroina che si apre alla curiosità quasi accidentalmente, al contrario di protagonisti di altri romanzi dello stesso genere votati alla ribellione e nati per combattere il sistema.

Una distopia che può tramutarsi in utopia quando si ha il coraggio di iniziare una rivoluzione per sconvolgere le regole  per le quali si immagina un’alternativa che altri ancora non vedono.

Un romanzo che lascia aperti molti interrogativi e che affascina per la sua originalità.

[amazon_link asins=’8897561888′ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6b261ac3-127a-11e9-b545-4f107e001c0b’]

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.