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Come Goffredo Parise scoprì Rik Battaglia per La donna del fiume

Da una mensa SNAM al provino con Sophia Loren: la storia raccontata da Goffredo Parise

Il Gatto Selvatico, rivista Eni a cui collaborò Goffredo Parise
Immagine dalle pubblicazioni storiche Eni
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Rik Battaglia entrò nel cinema grazie a un incontro quasi casuale con Goffredo Parise. Prima di diventare l’attore che avrebbe lavorato con registi italiani e internazionali, si chiamava Rino Bertaglia e lavorava dietro il banco della mensa SNAM di Milano. Fu Parise a pensare che quel giovane avesse il volto giusto per La donna del fiume, il film che Mario Soldati stava preparando con Sophia Loren.

La storia è raccontata dallo stesso Parise in Era nato per il cinema, un testo apparso nel 1955 sulla rivista aziendale Eni Il Gatto Selvatico. Il racconto è interessante perché mostra il momento preciso in cui una presenza osservata nella vita quotidiana diventa un possibile personaggio cinematografico.

Chi era Rino Bertaglia prima di diventare Rik Battaglia

Quando Parise lo conobbe, Rino Bertaglia non era ancora un attore. Lavorava alla mensa SNAM in Corso Venezia, a Milano. Parise, allora giovane scrittore trasferitosi dalla provincia veneta, frequentava quel luogo durante il suo primo periodo milanese.

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Nel suo ricordo, Parise insiste soprattutto sulla presenza fisica di Bertaglia: sicurezza, energia, facilità nel catalizzare l’attenzione degli altri. Non lo descrive come un aspirante attore che cercava una parte, ma come qualcuno che sembrava già possedere, senza saperlo, una qualità cinematografica.

Perché Goffredo Parise pensò a lui per La donna del fiume

La svolta arrivò quando Parise conobbe Mario Soldati. Il regista stava cercando il protagonista maschile di La donna del fiume e aveva difficoltà a individuare il volto adatto. Parise, che collaborava alla sceneggiatura, pensò immediatamente al ragazzo della mensa.

Secondo il racconto di Parise, portò Soldati alla mensa SNAM per fargli vedere Bertaglia di persona. Il regista rimase colpito e, dopo quell’incontro, il giovane fu convocato a Roma per un provino.

Il provino con Sophia Loren e la nascita di Rik Battaglia

Il passaggio decisivo fu il provino con Sophia Loren. Parise racconta di essere stato presente e di aver visto confermate davanti alla macchina da presa le qualità che aveva intuito alla mensa.

Dopo il provino arrivò il contratto. Anche il nome cambiò: Rino Bertaglia diventò Rik Battaglia. Nel ricordo di Parise, la scelta del nuovo nome viene attribuita alla fantasia di Soldati. Da quel momento il barista della mensa SNAM entrò ufficialmente nel mondo del cinema.

Che cos’era Il Gatto Selvatico

Il Gatto Selvatico non era una semplice newsletter aziendale. Eni la lanciò nel 1955 affidandone la direzione al poeta Attilio Bertolucci. L’Archivio storico Eni conserva oggi la collezione della rivista e ricorda la presenza tra i collaboratori di autori come Leonardo Sciascia, Natalia Ginzburg, Carlo Emilio Gadda e lo stesso Parise.

Per Eni la rivista fu un vero laboratorio culturale: accanto alle notizie aziendali trovavano spazio letteratura, cinema, costume e reportage. È proprio in questo contesto che il ricordo di Parise assume un valore particolare: un episodio apparentemente privato diventa un documento sulla relazione tra letteratura, industria culturale e cinema nell’Italia degli anni Cinquanta.

Perché questa storia dice molto anche di Goffredo Parise

Il racconto non è soltanto la curiosa origine della carriera di Rik Battaglia. Dice molto anche dello sguardo di Parise. Lo scrittore osserva un uomo comune, ne registra gesti e atteggiamenti e finisce per leggerlo quasi come un personaggio prima ancora che diventi attore.

È lo stesso tipo di attenzione alla realtà quotidiana che rende interessante la sua narrativa. Parise avrebbe poi vinto il Premio Strega nel 1982 con Sillabario n. 2, ma già in questa pagina del 1955 si riconosce la capacità di trasformare un incontro ordinario in una storia.

Da una mensa milanese a una carriera nel cinema

La parte più sorprendente della vicenda resta la sua semplicità. Nessun casting internazionale, nessuna lunga trafila: un giovane scrittore vede un barista, pensa che abbia qualcosa di cinematografico e lo propone a un regista. Pochi passaggi dopo, quel ragazzo recita accanto a Sophia Loren.

Il valore di Era nato per il cinema sta proprio qui. Non racconta una leggenda costruita a posteriori, ma il modo in cui Parise ricordava di aver assistito alla nascita pubblica di Rik Battaglia. Una piccola storia editoriale che conserva, ancora oggi, il sapore dell’Italia del dopoguerra e dei suoi imprevedibili incroci tra scrittori, cinema e vita quotidiana.

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