Il romanzo Murphy di Samuel Beckett fu rifiutato circa 40 volte prima di essere pubblicato da Routledge nel 1938. Il futuro premio Nobel aveva completato il libro a Dublino nel 1936, ma le case editrici non erano convinte. Il manoscritto racconta una storia altrettanto sorprendente: Beckett cancellò otto versioni dell’incipit prima di scegliere quello definitivo. Non è una leggenda letteraria: i sei quaderni autografi sono custoditi dall’University of Reading.
Perché Murphy venne rifiutato così tante volte?
Murphy era un romanzo difficile da inquadrare nella narrativa commerciale dell’epoca. Metteva al centro un personaggio che cerca riparo nel proprio mondo mentale e un rapporto problematico con la realtà esterna. Beckett usava ironia, giochi intellettuali e costruzioni narrative lontane da un racconto lineare. Non esiste tuttavia una sola motivazione documentata valida per tutti i rifiuti: ogni editore giudicò il progetto a modo proprio.
La ricostruzione del Samuel Beckett Research Centre dell’University of Reading parla di quaranta rifiuti prima che Routledge accettasse di pubblicare il libro. È una cifra tramandata dall’archivio e va intesa come ricostruzione della lunga vicenda editoriale, non come elenco completo di quaranta lettere riprodotte una per una.
Il manoscritto rivela otto inizi cancellati
Una delle prove più affascinanti del lavoro di Beckett è sulla carta. Il manoscritto conservato dall’ateneo britannico occupa sei quaderni e quasi ottocento pagine, piene di correzioni, inchiostri diversi, date e disegni. Non coincide in ogni punto con il libro uscito nel 1938.
Beckett cancellò otto formulazioni d’apertura prima di arrivare all’incipit stampato. Il dettaglio rende concreta la fatica della scrittura: il testo che oggi sembra governato da una precisione assoluta passò per tentativi e revisioni visibili. Per studiare questi passaggi, l’University of Reading ha acquisito nel 2013 il manoscritto, rendendolo accessibile agli studiosi secondo le procedure d’archivio.
Dodici editori in un taccuino, quaranta rifiuti nella storia editoriale
Un altro documento custodito a Reading offre una distinzione importante. In un taccuino Beckett scrisse una lista intitolata Murphy turned down by, seguita dai nomi di dodici case editrici. Il catalogo archivistico dell’università precisa che undici nomi furono scritti in matita blu e che Faber and Faber venne aggiunta successivamente.
Questa lista è una testimonianza diretta, ma non va confusa con il conteggio complessivo dei circa quaranta rifiuti. Il taccuino registra dodici editori; il numero più alto appartiene alla ricostruzione dell’intera ricerca di un editore. Distinguere le due informazioni rende la storia più affidabile e permette di capire perché non tutti i rifiuti siano rintracciabili nella stessa pagina.
Come nacque Murphy tra Londra e Dublino
Beckett cominciò a scrivere Murphy nell’agosto del 1935, quando viveva a Londra e seguiva un percorso di psicoanalisi. Concluse il romanzo a Dublino nel 1936. A differenza di molte opere successive, composte prima in francese, Murphy nacque in inglese.
Il protagonista è un uomo che prova a difendere la propria libertà interiore dalle richieste del mondo. Nel romanzo entrano il lavoro, le relazioni affettive, il desiderio di sottrarsi ai ruoli sociali e l’attrazione per uno spazio mentale separato. Sono temi che gli studiosi riconoscono come anticipazioni della ricerca successiva di Beckett, pur senza ridurre Murphy a una semplice prova generale delle opere più celebri.
Chi decise infine di pubblicare il libro?
La svolta arrivò con Routledge, che portò Murphy in libreria nel 1938. Uno studio di Cambridge University Press dedicato a Beckett ricorda anche l’intervento del pittore Jack B. Yeats, amico dello scrittore, che raccomandò il romanzo all’editore nel novembre 1937. L’accettazione non trasformò però Murphy in un successo immediato.
L’University of Reading osserva che il libro ricevette recensioni favorevoli, ma non conquistò il pubblico al momento dell’uscita. La distanza fra la lunga serie di rifiuti, la successiva pubblicazione e il successo culturale molto più tardo è il vero arco narrativo di questa Story. Beckett avrebbe ottenuto il Nobel per la Letteratura nel 1969, più di trent’anni dopo.
Murphy è il primo romanzo di Samuel Beckett?
Murphy è il primo romanzo pubblicato di Beckett, non il primo che scrisse. Aveva già completato Dream of Fair to Middling Women, un lavoro anteriore rimasto inedito per decenni. Chiamare Murphy semplicemente il suo primo romanzo, senza questa distinzione, rischia di confondere la cronologia della scrittura con quella delle pubblicazioni.
Per un quadro più ampio della produzione dell’autore, dalla narrativa al teatro, è disponibile il nostro articolo Samuel Beckett: poeta, drammaturgo, sceneggiatore, traduttore e scrittore. Il racconto di Murphy si può leggere anche accanto a un altro caso editoriale sorprendente, quello del romanzo rifiutato di Charlotte Brontë prima di Jane Eyre: due epoche e due vicende diverse che mostrano quanto incerta possa essere la strada verso la pubblicazione.
Che cosa ci racconta oggi questa storia?
Il dato dei rifiuti è un gancio irresistibile, ma non basta da solo a spiegare il valore di Murphy. I quaderni conservati, le otto aperture cancellate e la lista autografa degli editori documentano il percorso reale di un testo difficile, lavorato a lungo e pubblicato senza un trionfo immediato.
La sua fortuna successiva non cancella l’insuccesso iniziale né dimostra che ogni libro respinto diventerà un classico. Mostra piuttosto la distanza tra un giudizio commerciale contingente e la vita letteraria di un’opera. Per Murphy, quella distanza è rimasta visibile sulla carta.




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