Prima di diventare un classico della letteratura, La collina dei conigli di Richard Adams fu rifiutato da sette editori. Il romanzo nacque come racconto inventato per le figlie durante i viaggi in automobile, ma quando Adams lo trasformò in un manoscritto trovò porte chiuse. A pubblicarlo nel 1972 fu infine Rex Collings, un piccolo editore che poté permettersi una tiratura iniziale di appena 2.500 copie. Il libro vinse poi prestigiosi premi e raggiunse milioni di lettori.
La storia cominciò sui sedili posteriori di un’automobile
Non fu una strategia editoriale a far nascere il mondo di Hazel e dei suoi compagni. Adams raccontava alle figlie Juliet e Rosamond avventure di conigli durante gli spostamenti in famiglia. Le bambine lo incoraggiarono a mettere per iscritto quelle storie. Da un intrattenimento familiare prese forma un romanzo ampio, con un viaggio per la sopravvivenza, una lingua inventata e una società animale con miti, conflitti e gerarchie proprie.
Nel libro, un gruppo di conigli abbandona la propria conigliera dopo che Quintilio (Fiver) avverte una minaccia imminente. La ricerca di un rifugio diventa una storia di paura, leadership, libertà e rapporto tra esseri umani e natura. Gli animali parlano e ragionano, ma Adams cercò di non trasformarli semplicemente in persone travestite: per questo si documentò sul comportamento reale dei conigli.
Sette rifiuti e un editore disposto a rischiare
Il passaggio dalla storia raccontata alle figlie al libro stampato fu tutt’altro che facile. Sette editori respinsero il manoscritto. Adams ricordò che la delusione era diventata così forte da non riuscire più a ritirare personalmente le copie restituite: chiedeva alla moglie Elizabeth di farlo per lui.
Alla fine fu il piccolo editore londinese Rex Collings a scommettere su un esordiente che proponeva un lungo romanzo di conigli. Le risorse erano limitate e la prima tiratura, nel 1972, fu di sole 2.500 copie. Proprio quella scommessa che sembrava commercialmente improbabile fece uscire il libro dall’impasse.
Non è un racconto costruito a posteriori sul mito del genio incompreso: sia la ricostruzione dell’editore Penguin sia un’intervista rilasciata dallo stesso Adams ricordano i sette rifiuti e la piccolissima prima tiratura.
Da manoscritto respinto a classico premiato
Il destino del libro cambiò rapidamente grazie alle recensioni positive e al passaparola. Watership Down ottenne la Carnegie Medal e il Guardian Children’s Fiction Prize, riconoscimenti legati all’anno 1972. Ne seguirono nuove edizioni e adattamenti, incluso il celebre film animato del 1978 e una miniserie televisiva del 2018.
Il paradosso è tutto qui: ciò che molti editori non avevano voluto rischiare diventò uno dei romanzi con animali più conosciuti del Novecento. Eppure la sua forza non sta soltanto nella fortuna commerciale: è un’avventura che non nasconde ai lettori più giovani la violenza, la morte e la vulnerabilità della natura.
Il romanzo e gli adattamenti raccontano esattamente la stessa storia?
No. Il libro è più ampio degli adattamenti e lascia più spazio alla cultura dei conigli, alle leggende su El-ahrairah, alle tappe del viaggio e alle motivazioni del gruppo. Il film del 1978 ne conserva il nucleo ma condensa numerosi episodi; la versione televisiva del 2018 rielabora a sua volta parte del materiale narrativo. Per scoprire l’origine dei personaggi e il loro mondo, conviene partire dal romanzo, non presumere che un adattamento sostituisca integralmente la lettura.
La vicenda di Adams mostra anche quanto un’opera possa attraversare pubblici diversi: nata per due bambine, rifiutata da diversi editori, finì per parlare a generazioni di lettori. Nel nostro archivio trovi un approfondimento sui conigli nell’immaginario letterario e una panoramica degli avvenimenti letterari del 1972, l’anno in cui tutto cambiò per La collina dei conigli.




Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.