Nel finale di Il gusto amaro del tradimento (The Perfect Lie), la responsabile dell’incendio in cui muore Evert è Babette. Evert voleva lasciarla; Babette droga la famiglia e appicca il fuoco con l’intenzione di morire insieme al marito e ai figli. Il piano fallisce perché Beau non assume la dose come gli altri, si sveglia e riesce a contribuire al salvataggio. La prova decisiva arriva dal secondo telefono di Evert, sul quale sono rimaste registrazioni che permettono di ricostruire ciò che è accaduto.
Attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler completi sui sette episodi della serie Netflix. Se invece vuoi partire dal romanzo, trovi la nostra guida a The Dinner Club di Saskia Noort, il libro dietro Il gusto amaro del tradimento.

Chi ha provocato l’incendio e ucciso Evert?
È Babette a provocare l’incendio. Per gran parte della serie il montaggio e i salti temporali spingono lo spettatore a sospettare di più persone e persino a valutare l’ipotesi che Evert abbia causato la propria morte. L’ultimo episodio ribalta questa lettura: Evert non stava preparando un suicidio, ma cercava di uscire dal matrimonio.
Il movente di Babette nasce proprio dalla fine della relazione. Evert vuole lasciarla e il rapporto con Hanneke rende la rottura ancora più intollerabile per lei. Babette trasforma così l’idea della famiglia perfetta in un progetto distruttivo: se la famiglia non può restare unita, tenta di impedirle di esistere senza di lei.
Perché tutta la famiglia era stata drogata?
La presenza di sostanze sedative nei membri della famiglia è uno degli indizi più importanti. Babette droga Evert e i figli prima di appiccare il fuoco, così da rendere più difficile che qualcuno possa svegliarsi e fuggire. Il suo piano è quindi molto diverso da un incendio accidentale o da una reazione impulsiva dell’ultimo secondo.
Beau, però, non assume la stessa quantità degli altri e si sveglia. È l’elemento che rompe il piano: il ragazzo riesce a muoversi mentre il resto della famiglia è ancora in condizioni peggiori. Babette e i bambini sopravvivono, mentre Evert muore nella villa.
Il telefono di Evert: la prova che cambia il finale
La verità non emerge soltanto da una confessione. Evert possedeva un secondo telefono e aveva registrato conversazioni che documentavano ciò che stava succedendo in casa. Il dispositivo finisce tra gli oggetti di Beau e permette infine di ricostruire la notte dell’incendio.
Questo dettaglio completa il percorso investigativo di Karen. Per tutta la serie lei prova a separare le versioni raccontate dai membri del gruppo dai fatti reali; il telefono offre finalmente una traccia concreta che non dipende dalle alleanze e dalle bugie del Dinner Club.

Babette viene arrestata?
Sì. Quando le registrazioni e gli altri elementi permettono di collegarla all’incendio, Babette viene portata via dalla polizia. La morte di Evert smette quindi di essere il mistero aperto che aveva sostenuto la stagione: su questo punto il finale offre una risposta netta.
Netflix presenta la serie come la storia di un gruppo di coppie apparentemente perfette che comincia a disgregarsi dopo la morte di Evert. Nella scheda ufficiale di The Perfect Lie viene inoltre confermato che l’adattamento di The Dinner Club usa una struttura narrativa diversa e una rilettura contemporanea dei personaggi.
Chi ha spinto Hanneke dal balcone?
La serie non lo rivela definitivamente. Il sospetto cade anche su Babette, ma l’ultima scena impedisce di chiudere il caso nello stesso modo dell’incendio. Mentre Babette è già sotto custodia, una persona non identificata entra nella stanza d’ospedale di Hanneke.
È il vero gancio lasciato dal finale: sappiamo chi ha ucciso Evert, ma non sappiamo ancora chi abbia tentato di uccidere Hanneke. Per questo un eventuale seguito avrebbe già un mistero preciso da riprendere, senza dover riaprire il caso dell’incendio.
Simon e Patricia sono responsabili della morte di Evert?
No. I segreti economici, le relazioni e le manipolazioni del gruppo rendono Simon, Patricia e gli altri membri credibili come sospetti, ma il gesto che provoca la morte di Evert viene attribuito a Babette. La serie usa proprio la quantità di menzogne parallele per rendere difficile distinguere chi nasconde qualcosa da chi è responsabile del delitto centrale.
Se vuoi ricostruire le altre piste e capire perché la storia non coincide semplicemente con il romanzo, la pagina di People dedicata al finale della serie ricostruisce la rivelazione su Babette e il mistero lasciato aperto su Hanneke.
Il finale è uguale a quello del libro The Dinner Club?
Non conviene trattare serie e romanzo come due versioni perfettamente sovrapponibili. Gli stessi autori dell’adattamento hanno spiegato a Netflix di aver scelto una nuova struttura narrativa e di aver modernizzato storia e personaggi. Chi ha visto la serie, quindi, può leggere il libro senza aspettarsi una semplice trascrizione episodio per episodio.
Per continuare con Saskia Noort senza restare sul solo mistero del finale, abbiamo già separato l’intento nella guida su cosa leggere dopo Il gusto amaro del tradimento. E se ti chiedi quanto la storia sia legata a fatti reali, trovi anche l’approfondimento su Il gusto amaro del tradimento e la storia vera.
Il finale di Il gusto amaro del tradimento in breve
- Chi appicca l’incendio? Babette.
- Perché? Evert vuole lasciarla e lei tenta di trascinare con sé tutta la famiglia.
- Come droga la famiglia? Somministra un sedativo prima dell’incendio.
- Perché Beau sopravvive? Non assume la dose come gli altri e riesce a svegliarsi.
- Qual è la prova decisiva? Il secondo telefono di Evert con le registrazioni.
- Babette viene arrestata? Sì.
- Chi ha spinto Hanneke? La stagione non lo chiarisce definitivamente.
Il mistero principale, dunque, è risolto: Evert non si è suicidato e Babette è responsabile dell’incendio. Il vero finale aperto riguarda Hanneke e la persona che entra nella sua stanza d’ospedale, un dettaglio che mantiene viva la componente thriller anche dopo la soluzione del delitto centrale.