Sì: Le cose in natura semplicemente crescono è un memoir autobiografico basato sulla vita reale di Yiyun Li. Non è un romanzo né una storia inventata. Il libro nasce dalla morte del figlio James nel 2024, avvenuta sette anni dopo quella del fratello Vincent, e dal tentativo dell’autrice di continuare a vivere e scrivere senza trasformare il dolore in una spiegazione consolatoria.
Il memoir ha vinto il Premio Pulitzer 2026 per Memoir or Autobiography e arriva in Italia il 22 settembre 2026 per NN Editore, nella traduzione di Laura Noulian e con una prefazione di Andrea Bajani. È un libro molto personale, ma il suo centro non è la cronaca del lutto: Li ragiona su fatti, linguaggio, memoria, routine e sul modo in cui una persona continua a essere presente nella vita di chi resta.
Le cose in natura semplicemente crescono è autobiografico?
Sì, completamente. Il titolo italiano traduce Things in Nature Merely Grow, il memoir con cui Yiyun Li ha raccontato una parte estremamente intima della propria esperienza familiare. La scheda ufficiale del Premio Pulitzer lo definisce un memoir fondato sui fatti e sulla persistenza della vita dopo la perdita.
Li e il marito hanno avuto due figli, Vincent e James. Vincent è morto nel 2017 a sedici anni; James nel 2024 a diciannove. Entrambi si sono tolti la vita. Il libro prende avvio soprattutto dalla morte di James e dal modo in cui l’autrice tenta di dare una forma linguistica a ciò che è accaduto senza trasformarlo in una storia con una morale semplice.

Di cosa parla davvero il memoir di Yiyun Li?
Il libro non cerca di rispondere alla domanda più immediata e impossibile, cioè perché una tragedia del genere sia accaduta due volte nella stessa famiglia. Li sceglie un’altra strada: restare aderente ai fatti e osservare che cosa significa continuare a vivere quando quei fatti non possono essere cambiati.
Scrivere, leggere, suonare il piano, occuparsi del giardino e pensare diventano attività concrete che tengono insieme le giornate. Il memoir non presenta la guarigione come un percorso lineare e non costruisce un prima e un dopo netti. La presenza dei figli resta parte del presente della famiglia.
È proprio questo approccio a distinguere il libro da molti memoir costruiti attorno all’idea di superare il lutto. Li non promette una soluzione. Cerca piuttosto un linguaggio capace di sostenere la realtà senza negarla.
Perché ha vinto il Pulitzer 2026?
Il Pulitzer lo ha premiato nella categoria Memoir or Autobiography. La motivazione mette in evidenza la natura rigorosa e rivelatrice del racconto, il rifiuto della retorica consolatoria e l’attenzione a fatti, linguaggio e continuità della vita.
Il riconoscimento lo colloca accanto agli altri vincitori letterari del 2026. Sul sito abbiamo seguito anche Angel Down di Daniel Kraus, vincitore del Pulitzer per la narrativa, un libro molto diverso ma utile per orientarsi tra i titoli premiati quest’anno.

Quando esce in Italia?
L’uscita italiana è fissata al 22 settembre 2026 per NN Editore. La traduzione è di Laura Noulian e la prefazione è firmata da Andrea Bajani. I dati dell’edizione italiana sono stati anticipati anche dal Corriere della Sera in occasione della pubblicazione dell’incipit e dell’intervista all’autrice.
L’edizione italiana arriva pochi mesi dopo l’assegnazione del Pulitzer, quindi il libro viene pubblicato nel momento di massima attenzione internazionale. Per il lettore italiano è anche un’occasione per conoscere un lato diverso di Li, già nota soprattutto come autrice di narrativa.
È un libro sul lutto?
Sì, ma definirlo soltanto così sarebbe riduttivo. Il dolore è il punto da cui il libro nasce, mentre il tema più ampio è il rapporto tra memoria, linguaggio e realtà. Li si chiede che cosa significhi continuare a essere madre di due figli che non sono più fisicamente presenti e come le parole possano conservare i fatti senza trasformarli in una narrazione rassicurante.
Per chi cerca altri libri in cui memoria e perdita diventano una forma di indagine sul presente, un percorso complementare è quello di Siri Hustvedt e Storie di fantasmi. I due libri sono molto diversi, ma entrambi mostrano come il memoir possa lavorare sulla presenza degli assenti senza ridursi a una cronaca degli eventi.
Bisogna conoscere gli altri libri di Yiyun Li?
No. Le cose in natura semplicemente crescono può essere letto come un’opera autonoma e non richiede la conoscenza dei romanzi o delle raccolte precedenti dell’autrice.
Conoscere la sua narrativa può però aiutare a riconoscere alcuni temi ricorrenti, soprattutto l’attenzione alla memoria, alla solitudine e al modo in cui le persone costruiscono una voce per raccontare ciò che spesso resta indicibile.
Le cose in natura semplicemente crescono in breve
- Autrice: Yiyun Li.
- Genere: memoir autobiografico.
- È una storia vera? Sì, nasce dall’esperienza reale dell’autrice e della sua famiglia.
- Premio: Pulitzer 2026 per Memoir or Autobiography.
- Uscita italiana: 22 settembre 2026.
- Editore italiano: NN Editore.
- Traduzione: Laura Noulian.
- Prefazione: Andrea Bajani.