le guarigioni Book Cover le guarigioni
Libro ebook
Kim Rossi Stuart
narratori italiani
La nave di teseo
24 gennio 2019
kindle
136
euro 13.60

Conversando con Kim Rossi Stuart, alla Feltrinelli di Roma per la presentazione del suo libro “Le guarigioni”

La notizia che anche Kim Rossi Stuart si fosse trasformato in uno scrittore non mi ha sorpreso più di tanto. Gli scaffali delle librerie, lo dobbiamo ammettere sono, ormai, pieni di volumi d’inconsapevoli autori alla scoperta della vena letteraria, tuttavia mi sono chiesta: Ma che tipo di romanzo potrebbe scrivere Kim Rossi Stuart? I miei ricordi, per quanto recenti, dopo la fiction televisiva sulla lotta alla mafia, si fermano al bello per eccellenza, il famoso Romualdo dei tempi che furono e a suoi occhioni azzurri. E allora mi sono detta che mi sarebbe piaciuto incontrarlo, per vedere il Kim di oggi, più maturo e consapevole.

Fantasticando sono partita per la capitale. Nei miei programmi, un incontro con il bell’attore romano era davvero remoto, i miei impegni nella città erano di tutt’altro genere e non avevo purtroppo il tempo di programmare altro con la mia redazione. Eppure qualcosa dovevo fare… Ho cambiato il giorno della partenza e, con voce suadente, ho chiamato la Feltrinelli di Via Appia e quasi supplicando (mi rendo conto di essermi trasformata in un barracuda) ho chiesto un’intervista o almeno la possibilità di un pass per la presentazione del famoso libro. “Signora non ci sono problemi! Venga un’ora prima e cercheremo di fare il possibile”. Che dire, sono andata in un brodo di giuggiole.  Arrivato il momento, ho chiamato un taxi e in venti minuti sono arrivata alla Feltrinelli, in verità, ancora deserta.

Speranzosa e con tante domande nella testa mi sono lanciata verso una sedia della prima fila. Lo sguardo incuriosito e agitato di alcune donne presenti mi ha fatto capire che Kim Il bello dagli occhioni azzurri era tra noi! Con il cellulare pronto a bloccare il momento catartico, sono scattata subito in piedi e, scavalcando sedie e invitati estranei all’evento, mi sono diretta verso l’entrata, improvvisamente Kim è apparso in tutto il suo splendore, magari con qualche capello bianco in più, moglie e figlio al seguito, ma sempre molto fascinoso!  Scherzi a parte, il mio incontro con Mister Stuart, raffreddato e probabilmente con qualche linea di febbre addosso, è stato, comunque, un momento speciale, ma soprattutto molto interessante.

Dopo i convenevoli di rito, infatti, ad aprire la conversazione con l’attore è Guido Maria Brera, un famoso manager della finanza e anche lui scrittore (I diavoli), nonchè marito della più famosa Caterina Balivo, molto amico dell’attore e cofondatore della casa editrice La nave di Teseo, organizzatrice dell’evento. Le prime parole del manager sono dedicate ai cinque racconti del libro, uniti tra loro da un filo conduttore che è l’amore che, a suo dire, smuove gli animi. L’attore risponde con spontaneità, senza copioni o fogli scritti, ammettendo con sincerità il suo essere autodidatta.

L’amore e la spiritualità sono temi che accompagnano i miei racconti in un crescendo. Nel primo racconto, i due personaggi si ritrovano in una specie di campagna, quasi un Fair West in cui entrambi si cercano, nel bene e nel male, alla ricerca di un modo per amarsi, di un complimento finale come l’abbandonarsi del figlio alla tenerezza del padre e la speranza che lui lo riconosca e lo accetti.”

Brera continua nella sua interpretazione dei brani e anche per il secondo racconto, l’attore spiega quanto si giochi molto il ruolo dell’identità.

Questo mi ha portato a riflettere sul concetto di buono e cattivo“, dice l’autore “il presentare sempre la parte migliore di se stessi, è riduttivo. E’ auspicabile, invece, mettersi a nudo, avere l’umiltà di evidenziare ciò che di noi non è accettabile, è un buon modo per finire bene, per vivere meglio.”

Il terzo racconto è la testimonianza di un amore difficile, vissuto dal protagonista alle prese  con la donna amata, molto gelosa e dalla personalità forte. Gli altri due racconti sono molto legati all’aspetto spirituale, ma la caratteristica che più colpisce è la diversità degli stili usati singolarmente per ognuno.

I racconti, pur scritti usando stili diversi, possono essere letti come fosse un unico libro. Nel quarto racconto, scrivo di una psicologa atea e razionalista che si ritrova ad affrontare una tematica religiosa mentre nel quinto, questa viene affrontata parlando del Bene assoluto. Ma qui ho fallito, non si può escludere il concetto di male in un racconto dove esiste solo il Bene. La malattia del quinto racconto è la bontà assoluta, piatta, senza differenze, dove un prete ha la missione di riportare la dose di male necessaria per riconoscerlo e collocarlo nel punto giusto. Un paradigma per dire che il male nasce con noi e l’importanza sta nel riconoscerlo e controllarlo. Estirparlo da noi è impossibile cosi come cavalcarlo in assoluto è sbagliato”

E alla fine, dopo gli autografi di rito, spazio alle domande e qui mi sono messa in lista d attesa…

Signor Stuart perchè “Le guarigioni”?

 

All’inizio avevo pensato di dare un titolo di un racconto, successivamente ho invece ritenuto che in questi racconti c’e sempre qualcuno o qualcosa che deve essere guarito. L’espressione guarire significa guadagnare un pezzettino di verità in più. Ne sono sempre stato ossessionato. Esistono verità a cui si deve dare una risposta.

Nel primo racconto, ritiene che all’origine della sua  decisione di scrivere ci sia la voglia di elaborare un trauma?

Si assolutamente, penso che sia necessario accettare la sofferenza per ricominciare a dare l’importanza giusta alle cose. E’ un po’ come ricostruire di noi la parte migliore.

Lei è un attore, come si è approcciato alla scrittura, avendo come esperienza una scrittura più vicina a quella per immagini come quella cinematografica?

 

Non penso di essermi lasciato influenzare dalla scrittura cinematografica, anzi credo di essermi lasciato andare nel momento in cui ho deciso di scrivere qualcosa. Ho seguito con grande istinto e passione il fluire di ciò che sentivo di scrivere.Credo di avere sperimentato il lavoro di scrittura in modo autonomo.

Quanto di lei c’è nei racconti ?

Mi ritrovo in tutti. Esiste un pezzettino di me in ogni racconto, nonostante ciò, bisogna stare attenti a cosa fai dire al personaggio di cui parli, in bocca ad un bambino non puoi mettere frasi o parole di un adulto, è necessario rispettare i ruoli.

 

Tento disperatamente un’altra domandina ma vengo quasi imbavagliata dall’addetto stampa, “Kim, è stanco, ha famiglia e deve andare a casa.” che potevo fare?, Mi sono arresa, ma non prima di avergli strappato una foto insieme, dietro la velata minaccia di recensire il suo libro.a modo mio. Con la promessa di diventare un nostro fan, mi ha cordialmente salutato ed è scappato a gambe levate dal figlio adorato e dalla bella moglie  in sgargiante maglioncino giallo, mini di lusso e tacco 18, in compagnia di un altro grande della scrittura come Sandro Veronesi ..

 

E cosi come ero arrivata cosi sono ritornata. Ho chiamato il mio taxi e nel ritorno a casa, in tutta sincerità, pensando alla serata, non sono riuscita a trattenere un sorriso… però il mitico Kim è davvero un bel vedere…

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Donatella De FilippoCinziaAngelicaCristiana Meneghin Recent comment authors
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Cristiana Meneghin
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Cristiana
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Non vedevo l’ora di leggerla! Sei unica! immagino persino le tue emozioni e complimenti un’intervista stupenda

Angelica
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Angelica
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Che invidia… complimenti per l’intervista! tu bellissima e lui un gran figo!!!

Cinzia
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Cinzia
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Bravissima amica mia …sei sempre al top in ogni cosa che fai !!😊😘