Caro amante della lettura, oggi ti segnalo il libro La casa del tè di Valerio Principessa. Dopo una lunga passeggiata realizzavo che ci perdiamo molte cose, soprattutto adesso che ci perdiamo nella frenesia della vita e usiamo la tecnologia quasi per tutto. E molto spesso ci dimentichiamo di soffermarci sull’amore per le singole parole che leggiamo e diamo più importanza al messaggio finale, senza apprezzare che chi ha scritto quelle parole lo ha fatto solo per noi. E in questo libro verrà celebrato l’amore per le parole, soprattutto quelle intraducibili in altre lingue.
La casa del tè di Valerio Principessa, la trama
Al centro del romanzo c’è il giovane Gabriel, che ha una passione per tutte quelle parole che è impossibile tradurre in altre lingue – come la giapponese wabi-sabi, che esprime l’autenticità dell’imperfezione, o come iktsuarpok, con cui gli Inuit dell’Artico intendono l’irrequietezza di quando si aspetta qualcuno oltre l’orizzonte, il desiderio di un contatto. Quando muore l’anziana Berta con cui viveva, Gabriel non ha più nessuno al mondo e viene accolto nella casa affidataria della signora Michiko, nel quartiere Monti a Roma.
Smarrito e senza più certezze, il ragazzo imparerà a superare la diffidenza e formare una famiglia insieme agli altri giovani che vivono nella casa: fondamentale per ognuno di loro sarà la presenza (ma anche l’assenza) amorevole, discreta e paziente di Michiko, donna capace di seguire i suoi ospiti con parole e gesti piccoli che restituiscono la grandezza dell’universo.
Valerio Principessa
Valerio Principessa è un consulente manageriale e scrittore italiano. Intraprende studi scientifici e si laurea in Ingegneria Gestionale presso l’Università “La Sapienza” nel 2004. Dopo aver mosso i primi passi nell’ambito della consulenza manageriale, collabora con diverse multinazionali per poi approdare, nel 2019, in Banca d’Italia.
La casa del tè, edito da Feltrinelli nel 2022, è il suo primo romanzo.