È disponibile nelle librerie, fisiche e digitali, il nuovo libro di Mariangela Gualteri, L’incanto fonico. L’arte di dire la poesiq, edito da Einaudi.
L’incanto fonico di Mariangela Gualtieri
È indubbio del resto che la poesia a fronte di questo impoverimento del linguaggio travolto dalla velocità della comunicazione digitale, sta vivendo una stagione di rinascita di cui Gualtieri è una delle interpreti principali. Non meraviglia dunque che le sia venuto in mente di scrivere questo libro per mettere in versi l’arte della sua arte.
”So che questa mia impresa è quasi impossibile: fare intendere attraverso la parola scritta qualcosa che riguarda invece la vita del nostro orecchio – acustica, impalpabile, musicale”.
A lei tocca dunque spiega che cosa significhi “liberare nell’aria il verso“, che poi a suo avviso è ”un fare nell’ordine del poco e del niente, del quasi niente”.
Ma in quel quasi niente c’è il senso di un’artista che ha alle spalle una vita di studio per fare sì che la parola scritta riesca a trasmettere nel suo diventare suono il massimo dell’intensità emotiva. Cosa mai esente da un valore politico. Parole suo o dei suoi autori preferiti che qui tornano: Paul Celan, Walter Benjamin, Rilke, Cristina Campo, Emily Dickinson, Elio Pagliarani, Vladimir Jankelevitch, Mandelstam. E prima ancora tutta la tradizione orale del dire in versi che siamo andati via via perdendo.
”Poesia è anche il silenzio che precede e che segue il verso, silenzio che precede e che segue ogni parola dentro il verso. Silenzio dentro ogni parola”. È da quel silenzio che per lei nasce l’incanto, che sfrutta ”microfono, fili, casse acustiche da cui fuoriesce la voce. Amplificatore. Tecnologia sacra edifica architetture sonore. Magnifiche. Abbaglianti. Incantatorie’‘ per travolgere, definitivamente, chi è disposto all’ ascolto.
La poetessa
Mariangela Gualtieri è laureata in architettura allo IUAV di Venezia, ha fondato, insieme a Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca nel 1983.
Nelle sue opere, sia poetiche che teatrali, ha spesso accentuato l’aspetto della “inadeguatezza della parola“.
Nelle interviste rilasciate dalla poetessa sono citati spesso i poeti da lei amati: Dante, Clemente Rebora, Amelia Rosselli, Dylan Thomas. Il teatro della Valdoca ha rappresentato poesie di Mario Luzi, Franco Loi, Franco Fortini, Maurizio Cucchi, Piero Bigongiari.
In occasione della quarta serata del Festival di Sanremo 2022 Jovanotti ha recitato una poesia della Gualtieri, intitolata Bello mondo.