Buongiorno iCrewer! Oggi è la Giornata mondiale del Teatro, e perciò mi è sembrata l’occasione perfetta per ripresentarti un saggio di Raffaele Furno che la casa editrice Ali Ribelli Edizioni ha pubblicato lo scorso anno: Il Teatro e la Città. I vicoli e i palcoscenici di Napoli nel Novecento.
Raffaele Furno non solo è il regista della compagnia teatrale Imprevisti e Probabilità, ma insegna anche Storia del teatro in varie università italiane ed estere (anni fa è persino stato invitato a Taiwan, per mettere in scena la rivisitazione cinese di un pezzo classico del teatro italiano).
In questo saggio, l’autore esplora il rapporto tra il teatro e Napoli, sua città natale. Sempre riguardo alle connessioni tra teatro e attualità, nel 2010 Raffaele Furno ha pubblicato Intra-cultural Theater: Performing the Life of Black Migrants to Italy: Teatro delle Albe and the Performance of Ethnic Diversity across Politics, News, Public Discourse, and Art, ancora disponibile in lingua inglese.
Il Teatro e la Città. I vicoli e i palcoscenici di Napoli nel Novecento di Raffaele Furno: ecco di cosa parla
Perché la sceneggiata è nata a Napoli, nei quartieri del centro storico? Se De Filippo non avesse vissuto l’infanzia nel retropalco del Teatro San Carlino, osservando suo padre Eduardo Scarpetta recitare le farse nei panni di Felice Sciosciammocca, avrebbe sviluppato una visione teatrale diversa? Se il terremoto non avesse sconvolto la città nel novembre del 1980, avremmo avuto testi come “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello e “Scannasurice” di Enzo Moscato?
La permeabilità tra gli eventi di una città, i suoi luoghi fisici e i suoi spazi mentali narra un secolo teatrale complesso, irrequieto, vivace e multiforme; metafora perfetta della natura di Napoli e dei suoi abitanti.