Che cosa accade alla coscienza quando la vita biologica giunge al termine? È possibile indagare la morte senza ridurla a un mero evento fisiologico, ma allargando lo sguardo oltre i confini attuali della conoscenza pur senza rinunciare al rigore scientifico?
A queste domande radicali prova a rispondere Indizi dell’Oltre (Mondadori), un saggio corale che affronta il tema della morte e della coscienza da una prospettiva ampia e attuale, collocandosi al crocevia tra scienza occidentale e saggezza orientale, tra neuroscienze, filosofia, antropologia, psicologia, teologia e pratiche contemplative. Curato da Bruno Neri, Tania Re ed Enrico Facco, il volume nasce dalla presa d’atto della crisi di un paradigma scientifico che ha a lungo cercato di ridurre la coscienza ai soli correlati neuronali.
Indizi dell’Oltre: il contenuto

Il momento più delicato e misterioso dell’esistenza umana è quello in cui la parabola ininterrotta di esperienza del mondo e di sé iniziata con la nascita giunge alla sua svolta apparentemente definitiva: la morte. Su ciò che possa esistere oltre la vita biologica le filosofie e le religioni di tutte le epoche e di tutte le culture hanno esercitato la loro speculazione appellandosi, a seconda dei casi, alla ragione o alla fede con posizioni metafisiche diverse, profonde riflessioni sulla natura della realtà e una sistematica esplorazione del mondo interiore attraverso le correnti mistiche e le pratiche contemplative.
Tale approccio – che prevede la fusione di scienza, filosofia e religione – è stato dimenticato dal pensiero scientifico occidentale, che invece ha marcato una profonda divaricazione tra la scienza e la spiritualità e tra la vita e la morte, annunciando come imminente la prova della completa riducibilità della coscienza ai suoi correlati neuronali. Il mancato conseguimento dell’obiettivo, insieme all’avvento della fisica quantistica nel dibattito sulla coscienza, ha messo in crisi il pensiero scientifico occidentale, restituendo all’esperienza soggettiva un ruolo centrale ed evidenziando la necessità di aprirlo a discipline che si collocano oltre i limiti di competenza delle neuroscienze: l’antropologia, la psicologia, la filosofia, la teologia…
Per questa ragione Indizi dell’Oltre propone una ricerca sulla morte e sulla coscienza da diversi punti di vista, che si pone al crocevia tra la scienza occidentale e la saggezza orientale. Nei capitoli di questo saggio appassionante scienziati, medici, filosofi, antropologi, psicoterapeuti, tanatologi, teologi si confrontano con le grandi domande universali che accompagnano il genere umano dall’alba dei tempi, invitando i lettori a intraprendere un viaggio che attraversa e indaga i confini più misteriosi dell’esistenza, quelli che segnano il passaggio dalla vita alla morte, un viaggio guidato dalla scienza verso un luogo della mente: la conoscenza.
Nel volume emerge con forza una visione della coscienza come realtà non riducibile al solo corpo fisico, come sottolinea Federico Faggin:
«Se osserviamo il mondo e noi stessi senza il pregiudizio che l’essere umano è solo un corpo fisico, l’evidenza che la morte non esiste è ovunque. (…) I sogni lucidi, le esperienze fuori dal corpo e di premorte ci dicono chiaramente che possono esserci mondi dentro altri mondi, e che quando il particolare corpo che li osserva “muore”, la coscienza di chi siamo veramente invece sopravvive.»
Indizi dell’oltre. Un’esplorazione scientifica e filosofica del mistero della morte non offre risposte definitive, ma propone una mappa, una pluralità di indizi, per ripensare il rapporto tra vita, morte e coscienza, riaprendo il dialogo e restituendo dignità scientifica e culturale a uno degli interrogativi esistenziali più profondi dell’essere umano. Partecipano al progetto: Laura Vavassori, Bruno Neri, Adine Gavazzi, Tania Re, Alfonso Maurizio Iacono, Ines Testoni, Silvia Bianchi, Ciro Conversano, Luigi Arnaboldi, Giulia Moiraghi, Franco Giorgi, Enrico Facco, Federico Faggin.