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Novità in libreria: Il fantasma di Lumholtz di Morten A. Strøksnes

Sulle orme dell’esploratore Carl Lumholtz, Strøksnes scrive un’ode all’ingegno umano e alle meraviglie della natura, in bilico tra reportage e biografia.

Il fantasma di Lumholtz Morten A. Strøksnes
Il fantasma di Lumholtz Morten A. Strøksnes
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In libreria dal 21 gennaio, il volume Il fantasma di Lumholtz di Morten A. Strøksnes, edito da Iperborea. In questo libro l’autore sovrappone il suo sguardo a quello dell’esploratore Carl Lumholtz, a più di un secolo di distanza. Cosa resta oggi di quel mondo?

Il fantasma di Lumholtz di Morten A. Strøksnes: la trama

Il fantasma di Lumholtz  
Morten A. Strøksnes

Carl Lumholtz è un trentenne di Lillehammer senza prospettive laureato in teologia, ma è bravo a sparare agli animali e impagliarli, e ha qualche contatto con i musei. È per questo che parte per l’Australia nel 1880, con l’intento di catturare e mandare in Norvegia quanta più fauna imbalsamata possibile. Così inizia la sua carriera di esploratore, che lo renderà famoso in tutto il mondo e un eroe in patria, protagonista di una vita che «somiglia a un romanzo d’avventura per ragazzi»: quattro anni in Australia, quasi due decenni tra Stati Uniti e Messico, due esplorazioni nel Borneo.

Ma in viaggio Lumholtz si scopre etnografo, pioniere dell’«osservazione partecipante», e nonostante il retaggio eurocentrico e i rudimenti da frenologo scrive libri preziosi sulle esperienze tra le popolazioni native: gli aborigeni del Queensland, i rarámuri e i wixárika del Messico, i dayak del Borneo. Cosa resta oggi di quel mondo? Morten Strøksnes sovrappone il suo sguardo a quello dell’illustre concittadino e segue il suo viaggio. 

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Quelli che per Lumholtz erano barbari da civilizzare, destinati a soccombere all’inesorabile avanzata della modernità occidentale, a un occhio contemporaneo appaiono come testimoni di culture uniche: depositari di un sapere inestimabile alle prese con i lasciti del colonialismo, da tempo in lotta con l’espropriazione dei territori ancestrali, il razzismo e il cambiamento climatico.

Facendosi strada nelle foreste più fitte, partecipando a riti a base di peyote e schivando velenosi alberi australiani, Strøksnes fa i conti e ammenda con un passato ingombrante e si misura con un esploratore dimenticato, uomo del suo tempo eppure precursore del futuro, in un reportage monumentale che omaggia l’ingegno umano e la sua capacità di comunione con la natura.

Breve biografia dell’autore

Morten A. Strøksnes è uno scrittore, storico, giornalista e fotografo. Dopo gli studi a Oslo e a Cambridge ha firmato articoli, saggi e contributi critici per le principali testate norvegesi. Autore di reportage letterari, ha raggiunto il successo internazionale con Il libro del mare (Iperborea 2017), che gli è valso in patria il Premio Brage e il Premio della Critica ed è diventato un caso editoriale pubblicato in più di venti paesi.

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