Il grande Gatsby avrebbe potuto chiamarsi Trimalchio in West Egg. Il nome compare nelle bozze di stampa del romanzo di F. Scott Fitzgerald, prima che l’editore Maxwell Perkins sostenesse il titolo che conosciamo oggi. E c’è un secondo colpo di scena: poco prima dell’uscita del 10 aprile 1925, lo scrittore voleva ancora cambiarlo.
Perché Fitzgerald pensava a Trimalchio?
Trimalchione è il ricchissimo liberto del Satyricon di Petronio che organizza un banchetto sfarzoso. Il paragone con Jay Gatsby non è casuale: anche il protagonista di Fitzgerald allestisce feste spettacolari, circondato da ospiti che spesso ignorano chi sia davvero il padrone di casa. Il titolo Trimalchio in West Egg avrebbe indicato subito la dimensione grottesca dello sfarzo e dell’ostentazione.
Il riferimento classico, però, avrebbe chiesto al pubblico americano degli anni Venti di riconoscere un personaggio della letteratura latina. Il titolo definitivo, invece, concentra l’attenzione sulla figura enigmatica di Gatsby e sull’aggettivo “grande”, che nel romanzo può suonare insieme ammirato e ironico.
Le bozze esistono ancora: non fu soltanto un’idea
La storia non nasce da una leggenda editoriale. La biblioteca della Princeton University conserva il manoscritto e le bozze di stampa del romanzo: quelle inviate a Fitzgerald per la revisione riportavano proprio il titolo Trimalchio o Trimalchio in West Egg.
Nel novembre 1924 Fitzgerald aveva mandato il dattiloscritto a Perkins. Durante l’inverno successivo, mentre si trovava a Roma, intervenne sulle bozze con cancellazioni, riscritture e aggiunte. Non era dunque soltanto la copertina a cambiare: il testo stesso stava prendendo la sua forma definitiva.
La casa editrice universitaria della South Carolina ha pubblicato anche un’edizione in facsimile delle bozze originali, intitolata Trimalchio, che permette di studiare quanto il romanzo sia cambiato prima della stampa.
Il titolo che Fitzgerald voleva ancora cambiare prima dell’uscita
Fra i titoli valutati c’erano anche Among the Ash Heaps and Millionaires e Gold-Hatted Gatsby. Persino quando The Great Gatsby era ormai in produzione, Fitzgerald continuò a esitare. Secondo la documentazione storica ricostruita da Princeton, nella primavera del 1925 preferì infine Under the Red, White and Blue, ma il libro era già uscito con il titolo sostenuto da Perkins.
È un paradosso perfetto per il romanzo: uno dei titoli più riconoscibili del Novecento sopravvisse anche alle perplessità del suo autore. E il termine “grande”, che sembra celebrare Gatsby, continua a porre al lettore una domanda: grande per la ricchezza, per il sogno o per la capacità di illudersi?
Come cambia la lettura del romanzo sapendo di Trimalchio?
Con Trimalchio in West Egg in copertina, il lettore avrebbe incontrato Gatsby anzitutto come anfitrione e simbolo del lusso. Con Il grande Gatsby, invece, la domanda su chi sia quest’uomo precede il giudizio sulle feste. I titoli non cambiano gli avvenimenti, ma cambiano il primo sguardo su di essi.
Questa vicenda editoriale aiuta anche a rileggere la conclusione del romanzo. Per capire come la facciata scintillante di Gatsby si scontri con le scelte di Daisy e Tom, puoi approfondire il finale di Il grande Gatsby e chi ne provoca la morte. Per un’introduzione più ampia all’opera puoi partire anche dal nostro approfondimento sul romanzo di Fitzgerald.
La prova materiale custodita a Princeton rende questo retroscena particolarmente significativo: mostra come un classico non nasca già immutabile, ma attraverso scelte, rinunce e trattative fra uno scrittore e il suo editor.




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