Patto Carnale. La scoperta del piacere

Lei, solo lei, comunque lei, ovunque dovunque. Ambra: donna dalle sfaccettature contraddittorie, incarnazione di un ideale talmente ambito che pare irraggiungibile. Nella sua persona le due facce della stessa medaglia, amore sacro e profano, collidono in potenze sconvolgenti, innescando scenari conflittuali da renderla per così dire impossibile. Reale? Immaginaria? Chissà. Comunque sia, ella è una fissa nella testa dell’autore sempre alla ricerca di risposte a domande lasciate in sospeso ma che tergiversa risucchiato nel vortice di forti emozioni traditrici. Patto Carnale contiene un'aggettivazione spregiudicata, un'intensità che passa attraverso non il semplice tocco, ma l’afferrarsi, quasi lo strapparsi la pelle, lasciando graffi che sono segni di piacere ma anche di sottomissione, di dominazione, in un rapporto mai costante e sempre in evoluzione, in cui l’abbandonarsi alla corrente dell’attimo e dell’atto sembra l’unico modo per sopravvivere, ormai persi in un trascinarsi estatico dei sensi.

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