Miwgu

Chi non ha mai detto "LASCIO TUTTO E VADO VIA" Una mattina Miwgu, giovane ingegnere milanese, si chiede angosciato, guardandosi allo specchio: “Chi sono io?”. Inizia così lo “squarcio” interiore che lo porterà a lasciare famiglia e lavoro per partire alla volta dell’Asia. Spinto da una forza misteriosa, dopo un lungo viaggio giungerà nel villaggio della tribù Akha, in una regione inaccessibile del Triangolo d’Oro. Con loro impara a vivere in un mondo ancestrale semplice e pacifico, scandito da ritmi naturali e riti collettivi. Tra gli Akha conosce per la prima volta in vita sua l’accoglienza e l’accettazione totale, grazie ai colloqui con l'anziano capo villaggio, guida autorevole che sa ascoltare senza giudicare. Miwgu capisce così che l’esistenza è continuo mutamento e che ogni persona deve rispondere al proprio richiamo interiore. Il protagonista non accetta più dogmi a lui estranei, ma ricerca la conoscenza autentica di se stesso, della realtà visibile e invisibile. Superando i limiti e le paure umane, vive esperienze straordinarie e sconvolgenti. Eroe libero e solitario, disposto ad “errare”, dopo aver trascorso la seconda parte della sua vita in quei luoghi, tornerà a casa per affrontare fino in fondo il suo Destino. L'opera alterna introspezione e realismo, offrendo sia rappresentazioni oniriche di un mistero interiore, fitto di simboli e di archetipi, sia descrizioni vivide e dettagliate di paesaggi esotici. Né l'autore si distacca dall'attualità, poiché affronta temi dell'oggi come la frantumazione della personalità, il viaggio, la dicotomia tra società e natura, la ricerca del senso della vita, fino alla sua meta ultima: la conoscenza anzi l’esperienza del Tutto.

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