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Frankenstein 1818 o 1831: cosa cambia e quale versione leggere

Prima edizione e revisione dell’autrice: gli indizi nel testo per distinguere le due versioni senza confonderle con le traduzioni.

Frontespizio di Frankenstein nell'edizione del 1831
Edizione 1831 di Frankenstein, riproduzione Project Gutenberg. Pubblico dominio.
Tempo di lettura4 minuti
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Frankenstein del 1818 e Frankenstein del 1831 sono due versioni dello stesso romanzo di Mary Shelley, non due traduzioni e nemmeno due capitoli di una saga. La prima permette di leggere l’opera nella forma della pubblicazione originaria; la seconda contiene la revisione dell’autrice e una nuova introduzione. Entrambe possono essere integrali.

Per scegliere, quindi, non basta cercare “testo completo” in copertina. Devi capire quale testo inglese è stato tradotto. Le differenze riguardano anche Elizabeth e il modo in cui Victor racconta la propria formazione: non sono soltanto refusi corretti. Qui confrontiamo elementi verificabili dei due testi, senza anticipare il finale.

Le differenze essenziali fra Frankenstein 1818 e 1831

Elemento18181831
PubblicazionePrima edizione, anonimaRevisione con il nome di Mary W. Shelley
Struttura editorialeTre volumiRiorganizzazione in un volume
Introduzione autobiograficaNon contiene l’introduzione scritta nel 1831Mary racconta la genesi del romanzo
ElizabethCugina biologica di VictorAccolta nella famiglia Frankenstein, senza quella parentela biologica
Utilità per il lettoreConoscere il testo della prima pubblicazioneLeggere la versione riveduta dall’autrice

Puoi controllare direttamente la distinzione attraverso le riproduzioni del testo del 1818 e del testo del 1831 su Project Gutenberg. Le note dei trascrittori identificano esplicitamente le edizioni riprodotte.

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Perché Elizabeth è la differenza più facile da riconoscere

Nel 1818 il padre di Victor ha una sorella sposata con un gentiluomo italiano. Alla morte della donna, la piccola Elizabeth viene affidata allo zio: è dunque cugina di Victor. Non si tratta soltanto di una parola affettuosa usata fra bambini cresciuti insieme, ma di una parentela spiegata nel racconto.

Nel 1831 l’origine cambia. Caroline incontra Elizabeth presso una famiglia contadina italiana che se ne prende cura; la bambina entra poi nella casa dei Frankenstein. Il legame con Victor resta strettissimo, ma non dipende più dalla medesima genealogia.

Questo dettaglio permette anche di verificare un’edizione che possiedi già: cerca il racconto dell’infanzia di Victor e l’ingresso di Elizabeth nella famiglia. È un controllo testuale più affidabile del numero di pagine, che varia con traduzione, carattere tipografico e apparati.

Che cosa aggiunge l’introduzione del 1831

L’introduzione firmata da Mary Shelley e datata 15 ottobre 1831 ricostruisce la nascita dell’idea, la sfida delle storie di fantasmi e l’immagine mentale dello studioso davanti all’essere a cui ha dato vita. È una testimonianza retrospettiva dell’autrice, scritta anni dopo gli eventi.

Va distinta dalla prefazione già presente nella prima edizione. Leggere un volume che contiene entrambe non significa trovarsi davanti a due inizi alternativi della trama: sono testi di accompagnamento con una diversa storia editoriale.

Se vuoi approfondire quel contesto, sul sito trovi già la nascita di Frankenstein nell’anno senza estate e il caso della pubblicazione anonima attribuita inizialmente anche a Percy Shelley.

Victor è più responsabile nel 1818?

Una lettura critica possibile mette in evidenza, nella revisione, un maggiore peso del linguaggio del destino e della fatalità. È un’interpretazione del modo in cui Victor ricostruisce la propria vita, non un cambio di genere che trasformi il romanzo in una storia completamente diversa.

La cautela serve perché Victor è anche il narratore delle proprie scelte. Quando attribuisce gli eventi al destino, il lettore può domandarsi quanto stia spiegando e quanto stia cercando di giustificarsi. Non bisogna ridurre il confronto a “nel 1818 è colpevole, nel 1831 è innocente”: abbandono, responsabilità e conseguenze restano problemi centrali in entrambe le versioni.

Quale versione scegliere e cosa controllare nell’edizione italiana

Scegli il 1818 se vuoi partire dalla prima forma pubblicata o se il corso, il gruppo di lettura o il saggio che stai seguendo usa quella versione. Scegli il 1831 se ti interessa la revisione di Mary Shelley e il suo racconto della genesi. Non è necessario leggerle entrambe prima di affrontare la storia.

Prima dell’acquisto controlla nota al testo, anno dell’edizione originale e indicazioni del traduttore. Se la scheda dice soltanto “integrale”, non hai ancora la risposta alla domanda 1818 o 1831. La data della ristampa italiana non identifica automaticamente la versione inglese.

Per il rapporto con l’adattamento puoi invece partire dalla guida su quale libro leggere prima di Frankenstein di Guillermo del Toro. Il confronto fra versioni risolve una domanda diversa: quale testo di Mary Shelley vuoi avere tra le mani?

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