Tolkien provò a scrivere un seguito del Signore degli Anelli, ma fu lui stesso ad abbandonarlo. Si intitolava The New Shadow, era ambientato durante il regno di Eldarion, figlio di Aragorn, e mostrava una Terra di Mezzo in cui il male tornava non sotto forma di un nuovo Sauron, ma attraverso l’insoddisfazione e i culti segreti degli uomini. Il progetto non divenne mai un romanzo completo: ne sopravvive soltanto un breve inizio, pubblicato postumo.
Una Terra di Mezzo dopo Aragorn, ma senza un nuovo Signore Oscuro
Il punto sorprendente non è soltanto che Tolkien abbia immaginato un’altra storia dopo la distruzione dell’Unico Anello. È il tipo di minaccia che aveva scelto: una società apparentemente pacificata, dove la prosperità non basta a impedire il ritorno della crudeltà. La vicenda prende forma nella Quarta Era, sotto Eldarion, erede di Aragorn, e porta in primo piano due personaggi, Borlas e Saelon. Nelle pagine rimaste affiorano inquietudini politiche e il richiamo di organizzazioni oscure.
Questo scenario ribalta l’aspettativa del lettore che vorrebbe un’altra Compagnia dell’Anello, un’altra missione e un altro antagonista onnipotente. Tolkien stava invece esplorando la fragilità della pace dopo una grande vittoria. È un’idea più vicina al mistero politico e morale che all’avventura eroica.
Perché Tolkien interruppe The New Shadow?
La spiegazione più importante viene dall’autore stesso. In una lettera del 1964, Tolkien descrisse il progetto come cupo e deprimente: il problema al centro della storia era la facilità con cui gli uomini finiscono per stancarsi del bene. Immaginava malcontento a Gondor, società segrete e giovani che imitavano gli orchi. Riteneva che avrebbe potuto farne un thriller sull’emergere e la sconfitta di una cospirazione, ma non giudicava quell’esito narrativo abbastanza interessante da perseguirlo.
La decisione, dunque, non prova che un seguito fosse impossibile da scrivere. Mostra piuttosto una scelta artistica: Tolkien non voleva prolungare la sua opera maggiore con una storia che gli sembrava inferiore. Non esiste un finale completo nascosto di The New Shadow da ricostruire come se fosse un romanzo terminato.
Che cosa è stato effettivamente pubblicato?
Christopher Tolkien incluse il frammento nel 1996, all’interno di The Peoples of Middle-earth, dodicesimo volume della serie di studi e materiali narrativi The History of Middle-earth. Il testo occupa all’incirca una dozzina di pagine narrative, accompagnate dal lavoro editoriale sul manoscritto e sulle sue varianti. Non è un sequel autonomo pubblicato in vita dall’autore.
Per orientarsi nella vastissima produzione tolkieniana conviene distinguere tre cose: Il Signore degli Anelli è un’opera compiuta; i racconti sulla storia della Terra di Mezzo raccolti dopo la morte dell’autore hanno statuti editoriali differenti; The New Shadow è specificamente un tentativo narrativo interrotto, non un capitolo conclusivo della vicenda di Frodo o di Aragorn.
Perché questa storia cambia il modo di leggere il finale del Signore degli Anelli
Il finale del Signore degli Anelli racconta una vittoria pagata a caro prezzo e l’avvio di una nuova epoca. Il frammento abbandonato non la cancella: ci ricorda però che la sconfitta di Sauron non avrebbe trasformato automaticamente gli uomini in esseri incapaci di scegliere il male. In questa tensione tra memoria della catastrofe e assuefazione alla pace sta il vero retroscena, più interessante dell’idea di un semplice “quarto libro”.
Per chi vuole approfondire l’autore oltre i film, sul nostro sito c’è anche il ritratto di Tolkien e della costruzione della Terra di Mezzo. Una lettura collegata è Lettere da Babbo Natale, che mostra un altro lato della sua invenzione letteraria.
La domanda finale non è come sarebbe finita The New Shadow, perché Tolkien non ha lasciato una risposta compiuta. È perché abbia deciso di fermarsi proprio davanti a una premessa così inquietante. Ed è quella rinuncia, documentata dalle sue parole e dai manoscritti, a rendere il frammento un caso singolare nella storia del fantasy.




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