Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Segnalazioni

Novità in libreria: Perché l’Occidente odia la Russia di Hauke Ritz

Un'analisi multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica

Perché l'Occidente odia la Russia Hauke Ritz
Perché l'Occidente odia la Russia Hauke Ritz
Tempo di lettura3 minuti
Commenta

Disponibile dal 20 gennaio in tutte le librerie Perché l’Occidente odia la Russia di Hauke Ritz, edito Fazi editore, con prefazione di Luciano Canfora e traduzione di Viola Savaglio.

Perché l’Occidente odia la Russia: trama

Perché l’Occidente teme e odia così tanto la Russia? Il filosofo tedesco Hauke Ritz parte da questa domanda cruciale per sviluppare un’acuta analisi del rapporto conflittuale tra l’Occidente – inteso come entità politico-militare dominata dagli Usa – e la Russia. Con uno sguardo multidisciplinare che intreccia storia, filosofia e geopolitica, Ritz ricostruisce le radici culturali e ideologiche di questo antagonismo secolare, denunciando l’impoverimento dell’Europa, ridotta a periferia strategica degli Stati Uniti.

Dopo la fine della guerra fredda, il continente europeo ha infatti mancato l’occasione storica per emanciparsi, abbracciando invece l’egemonia unipolare americana e l’ostilità verso la Federazione Russa. Secondo l’autore, tale atteggiamento deriva dall’alterità irriducibile del mondo russo rispetto all’identità occidentale, oltre che dal trauma che la Rivoluzione d’ottobre e l’Unione Sovietica hanno rappresentato per le classi dirigenti euro-atlantiche.

Pubblicità

Un capitolo centrale è dedicato alla “guerra fredda culturale”, condotta dagli Stati Uniti per orientare idee e valori in Europa: un intervento sistematico che ha contribuito a plasmare l’identità europea contemporanea e a consolidarne la dipendenza da Washington. Ritz paragona la situazione attuale al conflitto Roma-Cartagine: l’Occidente non tollera la sopravvivenza di una civiltà concorrente. Mosca, vista non come partner ma come nemico esistenziale, diventa lo specchio rimosso della civiltà europea. Ne deriva una crisi profonda: culturale, geopolitica e civile.

Contro questa deriva, l’autore immagina una rinascita: un’Europa capace di recuperare la propria identità storica e culturale, sottraendosi alla dipendenza dagli Stati Uniti, superando la lunga “guerra civile europea” iniziata nel 1914 e tornando a una relazione costruttiva e pacifica con la Russia. Solo così, sostiene Ritz, sarà possibile invertire il declino e riconquistare una piena sovranità politica ed economica.

Prefazione e recensioni

La diagnosi di Ritz ruota intorno alla cesura epocale del 1917/1920: la Rivoluzione bolscevica, la guerra civile fomentata dalle potenze occidentali e dal Giappone, la nascita dell’Internazionale comunista e i suoi effetti planetari. In quelle vicende, intrecciate con la conclusione della prima guerra mondiale, presero corpo in Occidente – è questa la tesi di Ritz – un allarme-paura, un odio, una volontà di “resa dei conti” che durarono, e durano ancora ben oltre la fine dell’URSS.
Dalla prefazione di Luciano Canfora

«Ritz ha fatto ciò che pochi pensatori occidentali osano fare: rintracciare le vere radici dell’irrazionale ostilità dell’Occidente nei confronti della Russia, ovvero la crisi spirituale e storica dell’Europa e la sua colonizzazione – non solo economica e politica, ma soprattutto culturale e psicologica – da parte degli Stati Uniti». Emmanuel Todd

«Con una scrittura scorrevole e con argomentazioni di largo respiro il libro di Ritz offre solidi argomenti culturali, storici e politici perché la discussione sui rapporti tra Europa, Usa e Russia si svolga finalmente su basi scientifiche e documentate». Carlo Galli

Chi è Hauke Ritz

Hauke Ritz, filosofo tedesco (Kiel, 1975), è noto per i suoi studi sulla geopolitica e sulla storia delle idee. Le sue ricerche si concentrano sul conflitto Est-Ovest e sulle relazioni tra Europa e Russia. Ha insegnato in diverse università, tra cui l’Università di Gießen e l’Università Statale di Mosca. Nel 2022 ha pubblicato, insieme a Ulrike Guérot, il libro Endspiel Europa. Con Guérot dirige il think tank European Democracy Lab.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.