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Novità in libreria: I mangiatori di Buddha di Barbara Demick

Vita e ribellione in una città del Tibet

i mangiatori di buddha barbara demick iperborea
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In libreria e negli store digitali è possibile acquistare I mangiatori di Buddha, uno straordinario reportage scritto da Barbara Demick e pubblicato da Iperborea.

Barbara Demick è una scrittrice e giornalista americana, lavora per il Los Angeles Times e collabora con il New Yorker. Con i suoi reportage ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Samuel Johnson Prize, ed è stata finalista al National Book Award. I mangiatori di Buddha racconta con forza e intensità una realtà sconosciuta e dimenticata, quella di Nagba, una città sull’altopiano tibetano, schiacciata dalla colonizzazione cinese. Ecco tutti i dettagli di questo libro!

I mangiatori di Buddha: la sinossi

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Ngaba, città stretta tra due monasteri, è la prima frontiera dell’altopiano tibetano per chi arriva da nord. Qui gli invasori cinesi si sono scontrati con la resistenza locale sin dagli anni Trenta, quando l’Armata Rossa di Mao entrò in città e, in preda alla fame, dissacrò i templi per mangiare le statuette votive di Buddha, fatte di farina e burro. Oggi Ngaba è inaccessibile agli occidentali, ma Barbara Demick, sfidando la burocrazia di Pechino e a costo di gravi rischi personali, è riuscita a visitarla e ha raccolto i fili di una storia, quella del Tibet moderno, fatta di repressione e ribellione, fughe e compromessi.

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Tra le mille voci di questo popolo umiliato e offeso c’è Gonpo, la principessa deposta bambina; Delek, nomade brutalizzato dagli invasori che diventa una Guardia Rossa; Tsegyam, il poeta che insegnava il tibetano e i testi proibiti nelle scuole per tramandare la raffinatezza di una cultura che la Cina cerca di cancellare; e poi studenti radicalizzati nei monasteri, ex monaci che si reinventano imprenditori, giovani scissi tra l’identità tibetana e l’abiura in nome del benessere economico cinese.

E c’è chi non ha mai smesso di combattere ma, per non rinunciare ai principi buddhisti e al pacifismo del Dalai Lama, lo ha fatto rivolgendo la violenza delle proteste contro un solo bersaglio: il proprio corpo. Così a Ngaba a decine si sono avvolti nel filo spinato, hanno bevuto la benzina e si sono dati fuoco. Polifonico come un romanzo corale e rigoroso come un’inchiesta, I mangiatori di Buddha racconta di oppressione, resistenza e di una colonizzazione ancora in atto, illuminando un angolo di mondo che un regime potentissimo vuole tenere nell’ombra.

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