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Leggilo anche tu: Chantal Akerman, di Ilaria Gatti. Fefè Edizioni

chantal akerman
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Tra le novità di ottobre Fefè Edizioni ci presenta la monografia, per ora l’unica esistente, su Chantal Akerman, scritta da Ilaria Gatti in collaborazione con Alessandro Cappabianca

Chantal Akerman – Uno schermo nel deserto è l’unica monografia al mondo dedicata alla grande regista sperimentale e videoartista, che partecipò ripetutamente alla Mostra del Cinema e alla Biennale di Venezia. Il Centre Pompidou le ha dedicato una retrospettiva con installazioni e catalogo nel 2004, ma a tutt’oggi non esisteva una monografia storica e critica, completa di regesto integrale di tutte le opere (film, libri, installazioni) della grande artista belga, scomparsa nel 2015 dopo aver collaborato con attori e artisti come Andy Warhol, Catherine Deneuve, Juliette Binoche. Scritto da Ilaria Gatti e Alessandro Cappabianca è disponibile per Fefè Edizioni da settembre 2019. Ecco le specifiche:

“Tutto il materiale prodotto da Chantal Akerman – regista sperimentale e video artist belga di grande rilievo internazionale scomparsa nel 2015 a 65 anni – può essere considerato un autoritratto filmico, un sistema di sovrapposizioni, pause, ricordi, verità, fisicità, tipiche di un soggetto moderno frammentato che percepisce la casualità del nostro stare al mondo. Il suo film più famoso è “Jeanne Dielman, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles” (1975) che costituisce ancora oggi un punto di riferimento nella storia del cinema. Ha diretto Juliette Binoche, Delphine Seyrig, William Hurt, Catherine Deneuve, Aurore Clément e ha documentato il lavoro di Pina Bausch. Il volume è suddiviso in 12 capitoli che individuano i temi più importanti che attraversano i suoi lavori.“

GLI AUTORI

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chantal akerman uno schermo nel desertoILARIA GATTI è architetto, progettista di case e di attrezzature sociali (la sua opera più recente è il Centro culturale “Aldo Fabrizi” a San Basilio, Roma) e storica del cinema. Collabora da anni con la rivista “Filmcritica” e ha pubblicato: Jane Campion (Le Mani, 1998); Lo sguardo discreto. Il cinema dell’interiorità da Virginia Woolf a Kiarostami (Le Mani, 2005); L’incanto della visione. Cinema d’autore tra Jane Campion e Clint Eastwood (Prospettive 2010), Francesca Comencini (Le Mani, 2011).

ALESSANDRO CAPPABIANCA, classe 1937, è architetto, critico d’arte e critico cinematografico italiano. Ha insegnato alla facoltà di architettura di Firenze. Negli anni ’70 era tra i curatori della collana “Cinema e informazione visiva” della Mazzotta di Milano. Firma storica della rivista “Filmcritica” è tra i fondatori della rivista “Fiction”.
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